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Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Santi: dalla tribolazione alla vittoria

18-9-26 venerdì 24o. Quanto la mia relazione con Gesù orienta quello che vivo oggi?

Santi: dalla tribolazione alla vittoria · 18 set 2026 · 5:39

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Sembrerebbe il Vangelo di oggi semplicemente una parola di passaggio, cioè prima di raccontare altro, dopo aver raccontato qualcos'altro, c'è questo passaggio, ma vi inviterei a considerare la preziosità di questo piccolo quadro di chiesa, perché ci sta parlando di una vita comune, nata dal fatto che Gesù si prende cura. Potrei dire forse siamo molti più noi (qui oggi) di quelli che erano lì intorno a Gesù, ma chi era questa gente? Forse dei pochi di buono, la moglie di Cuza, amministratore di Erode, era un personaggio, Maria di Magdala era un personaggio da un altro punto di vista, c'erano delle persone eminenti o invisibili, che però avevano fatto esperienza della persona di Gesù. Chi è Gesù per loro si capisce, perché fanno della loro vita un cammino dietro a Lui e delle cose che hanno le mettono a servizio, loro stesse si mettono a servizio. È una scena un po' atipica, perché per quanto ci potessero essere dei discepoli a quel tempo, ma non delle discepole. Quindi è molto atipica come scena, a noi può sembrare forse niente di particolare. Ha una grande pregnanza sulla vita di chi? di chi è instabile, di chi ha la ricerca, di chi gli interessa più niente, perché avendo superato anche il pericolo della morte non ha più vanità di questo mondo, non ha più interessi materiali, gli interessa la verità. Tanto da la propria vita volontariamente a servizio. Non sono serve per condizione ma per scelta. E arrivo giusto al punto, perché questa è una domanda che ciascuno nel proprio stato di vita, in tanti momenti della vita si deve rifare, e cioè: il mio rapporto con Gesù oggi è qualcosa di automatico, è qualcosa di dovuto, non è niente, oppure è tutto. Tanto che la mia giornata a questo centro ha queste priorità e si spende così.
Vi pregherei di considerarla con attenzione, perché altrimenti la nostra vocazione cristiana fa parte dei libri che avete in biblioteca, l'avete cacciata lì, punto. In realtà la vocazione cristiana è Dio che mi chiama nella persona di Gesù e io che rispondo adesso. Non (basta che) ho risposto 40 anni fa, adesso. Perché? Perché ho bisogno di vivere autenticamente adesso. Quello che mi sta succedendo adesso lo voglio vivere a partire da questa relazione.
Credo che in questa chiave si possa capire meglio il versetto che abbiamo ripetuto al Salmo. Mostraci, Signore, la luce del tuo volto, che è l'espressione di chi sta cercando la benedizione di Dio, stare davanti al suo volto, quella luce che lo fa vivere. Come dice nel Salmo 27, perché se tu nascondi il tuo volto sono come chi scende nella fossa morto.
Togliamo l'automatismo e proviamo a rispondere con la nostra vita.

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