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Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Santi: dalla tribolazione alla vittoria

Vero discepolo è chi ascolta meglio Martedì 21-7-26 16o

Santi: dalla tribolazione alla vittoria · 21 lug 2026 · 4:56

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Gesù non ce l'ha con i suoi familiari, partiamo subito dalla premessa e ci sta dicendo con un'attenzione proprio a cuore aperto, che cosa ci rende familiari suoi, quindi di Dio. Che non sono semplicemente i rapporti del sangue e della carne, non basta, se no ce l'avrebbero solo poche persone, invece ci mette tutti nella condizione di essere i suoi familiari, cioè i suoi discepoli, tutti. Bisogna vedere se noi questo lo vogliamo o se vogliamo semplicemente essere più di, cioè preferiti in un qualche altro modo.
È come parlare di eredità, chi sono gli eredi? Solo qualcuno o tutti? Arrivo a estremizzare, volete essere eredi di Gesù Cristo, partecipi del suo spirito, della sua ricchezza, quindi figli, e allora ci dice cosa fa e cosa possiamo fare anche noi, non semplicemente parlargli ma metterci nella condizione dell'ascolto. Avete notato come il testo insiste sul parlagli e gli parlavano, gli volevano parlare? Voi avete presente quando avete qualcosa a cuore e ti continuano a parlare di altro? Cosa succede nella vostra testa? Avete presente qualche volta l'insofferenza del cuore perché ti distraggono da qualche cosa che invece è importante? Bene, vorrei dire non facciamo agli altri quello che non vogliamo sia fatto a noi, piuttosto mettiamoci proprio nella condizione del Vangelo. Essere discepoli del Signore, metterci in ascolto, ma non soltanto con le parole, perché chiunque fa la volontà del Padre mio, questi è per me fratello, sorella e madre.
Così andiamo incontro anche a chi dice ma come a sua madre da una risposta del genere? No, sua madre in questo senso ha avuto un ulteriore segno e conferma che il suo essere discepola del Signore è la strada, non perché è stata la genitrice di Gesù ma perché ne è discepola. Vorrei in questo che ciascuno facesse dentro il cuore un’operazione in cui la parola del Signore realmente faccia chiarezza, dia luce e dia forza. Perché fare la volontà di Dio rispetto al fare la mia volontà, siccome spesso non coincidono, è un'operazione meravigliosa che possiamo permettere allo Spirito Santo di fare in noi.
E sapete chi ci aiuta di più in questo? Quelli che non la pensano proprio come noi. Dici ma come? Sì, anche per Gesù: nel mondo quelli che la pensavano come lui erano veramente pochi. Lui è uscito dal mondo così che chi la pensava come lui non era un gran numero di persone ma lui ha continuato ad amare secondo quello che è il progetto del Padre.
Allora anche noi anziché reagire spesso in un modo sgarbato e insofferente quando ci vengono dette delle cose che ci danno fastidio, piuttosto proviamo a ritrovare questa sintonia. Come Gesù ha sintonizzato anche i suoi familiari nella prospettiva della volontà del Padre e non ciascuno secondo le proprie idee. Così si capisce che tutti, anche Maria, ha trovato la vera strada nell'essere discepola di Gesù.

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