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Non c'è rabbia nell'insegnamento di Gesù che avvisa Corazin, Betzaida, Cafarnao, luoghi in cui ha compiuto dei segni dell'amore fedele di Dio. Non c'è rabbia, ma c'è la tristezza. Pensa cosa fa la gioia di Dio nella nostra vita? Pensa cosa possa fare la tristezza di Dio nella nostra vita? È un'attenzione del cuore. Perché la tristezza dice: non ti accorgi dell'amore fedele per te? Perché non accorgersi vuol dire perdere dei doni. Non accorgersi della fedeltà. Non accorgersi della benevolenza ti fa vivere come non averla. E quindi c'è di fondo una disperazione in queste città che pur essendo state testimoni di grandi grazie che il Signore ha compiuto in mezzo a loro non lo sono. E qui c'è subito la questione: La nostra vita partecipa della gioia o della tristezza di Dio? Nel senso come stiamo vivendo i doni che Dio ci fa? Occasioni, opportunità. Se non ci stiamo accorgendo dell'amore fedele di Dio forse siamo molto distratti in qualcos'altro. Allora questo è un tempo di ricapitolazione. Allora a che punto siamo arrivati? Siamo arrivati nel fatto che la benevolenza di Dio sta bussando la nostra vita da qualche parte e forse noi non ce ne stiamo accorgendo. E ci stiamo rattristando, ci stiamo arrabbiando, ci stiamo commiserando. Neanche tutti i guai morali o l'essere pagani, Tiro e Sidone, Sodoma e Gomorra. Allora queste città non si erano accorte l'amore fedele di Dio perché non erano state visitate in quel modo in cui invece Corazin, Betzaida e Cafarnao erano state visitate. Quindi attenti a quali doni il Signore sta facendo in mezzo a noi oggi. O li ha fatti e forse noi non ce ne siamo accorti. Recuperiamo l'amore fedele di Dio, ripartiamo dalla sua gioia nell'essere per noi.