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Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non una volta, ma ogni volta che la tentazione del cuore è pensare di essere autosufficienti, di bastare ciascuno a se stesso, di essere Dio sostanzialmente, ma un Dio diverso dal Padre, un Dio un po' pagano, cioè uno che fa quello che vuole. Bene, se non vi convertirete non entrerete nel Regno dei Cieli, cioè non vi accorgerete neanche della bellezza del regno che il Padre vuole donarti. E allora, questo riferimento a questa pecorella che si è perduta, che è sempre una parte della nostra vita che, più o meno grande, si perde, ma che il Signore cerca. Come fare a trovarla? Per il Signore come fare? Come fa per trovarci? Credo che abbia a che fare un po' con quello che abbiamo ascoltato nel profeta Ezechiele, perché c'è questo comando che dà al profeta di prendere il rotolo e di divorarlo. Dolce, dolcissimo in bocca, amaro nelle viscere. Perché, poi l'abbiamo ripetuto nel Salmo, le parole che il Signore ci dice hanno una dolcezza nella bocca, cioè mentre ci rendiamo conto che c'è una bellezza, c'è una grande potenzialità in questa parola che può trasformare la nostra vita, ma senti l'amaro nelle viscere, perché c'è una parte di te che invece vorrebbe fare diversamente. Ed è quello che oggi chiediamo al Signore, che la nostra conversione, quella vera, quella che ci porta ad essere veramente figli, possa sentire la dolcezza che dalla bocca va verso le viscere. Che anche tutto il nostro sentire possa veramente partecipare di questo Regno dei Cieli che Lui rende presente nella nostra piccolezza. Perché bambini: non è che dobbiamo diventare tutti quanti dei bisognosi nel senso che nessuno fa più niente, tutto ci aspettiamo. È il contrario, bambini quanto alla malizia, ma consapevoli di non essere sufficienti a noi stessi, di non essere in grado di darci la felicità, per entrare in una comunione, che è il Regno dei Cieli, che è dono del Padre. Allora poter mettere le nostre capacità e potenzialità in un servizio di comunione, come ha fatto Lui d'altronde. E questo ci aiuta a ritrovarci, a lasciarci trovare, motivo per cui questa parola continua ad essere, spero, non solo sulla nostra bocca, ma anche nelle nostre viscere, nel nostro cuore, nel nostro sentire, perché sempre più profondamente la nostra vita aderisca alla Sua.