In questo
articolo, l'autore
Franco Bagnarol, all'epoca responsabile regionale dell'AGESCI, offre una straordinaria e intima testimonianza sul ruolo dei volontari scout durante il terremoto del Friuli del 1976. L'autore evidenzia come il sisma abbia colto la comunità impreparata a causa di un vuoto di memoria storica, ricordando che la prevenzione è prima di tutto un fatto culturale.
Bagnarol descrive il rigoroso sistema organizzativo strutturato dall'Agesci per gestire l'afflusso di oltre 10.000 scout provenienti da tutta Italia, garantendo la loro totale autonomia logistica per non gravare sulle popolazioni colpite.
Oltre al lavoro di sgombero delle macerie, vengono messi in luce due straordinari progetti di valore sociale ed educativo: l'attivazione di ventuno centri estivi per dare normalità ai bambini e la stampa del bollettino "In Uaite", prezioso strumento di informazione e rappresentanza politica per le tendopoli isolate. L'articolo ricorda inoltre la sollecitudine del Vescovo Battisti e di monsignor Giovanni Nervo, promotori di 81 storici gemellaggi parrocchiali.
Questa epocale esperienza di solidarietà e organizzazione sul campo, elogiata anche dal Commissario Zamberletti, ha gettato il seme da cui è nata la moderna Protezione Civile Italiana, segnando profondamente la storia del volontariato nazionale.
Il Passo Giusto è una iniziativa del
Patto per l'Autonomia.