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I nodi della rete: Le Librerie (Parte 1a: La libreria Maone e La libreria del Novecento)
In una città soffocata dal regime, le librerie divennero nodi cruciali di una rete clandestina, presidi di libertà dove si organizzava la resistenza intellettuale e si coltivava un'idea di futuro. In Via Scarlatti, nel 1939, Francesco Maone aprì una libreria che divenne un ritrovo per gli antifascisti del Vomero. Maone, militante e non solo libraio, partecipò attivamente alle Quattro Giornate di Napoli. Dopo la liberazione, la sua battaglia culturale continuò con la pubblicazione di saggi europeisti e la prima ricostruzione storica delle Quattro Giornate, scritta da Corrado Barbagallo. Impegnato nel PCI e nell’Alleanza dei contadini, morì prematuramente durante un comizio nel 1952.
Presso Piazza del Gesù, la Libreria del Novecento, fondata nel 1927 da Ugo Arcuno e Salvatore Mastellone, era un altro avamposto. Frequentata da Benedetto Croce, non si limitava a vendere libri ma li produceva, diventando una casa editrice di resistenza. Pubblicò opere come Isola di Alfonso Gatto e il sovversivo Topolone di Roberto Minervini, una potente allegoria antifascista illustrata da Costantino Capasso. Sorvegliata costantemente dalla polizia, era un punto di incontro per “noti sovversivi” come Paolo Ricci, Carlo Bernari e Guglielmo Peirce.
Il ricordo delle librerie di Francesco Maone e di Ugo Arcuno e Salvatore Mastellone è stato letto da Lia Polcari, creatrice della libreria delle donne Evaluna e iscritta della sezione ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti”.
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.