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La Resistenza di Nola - Liberazione
Dal 27 settembre al 2 ottobre 1943, mentre Napoli insorge e i tedeschi si ritirano verso il Volturno, Nola diventa campo di battaglia aperto. Famiglie intere, un prete, un ragazzo di sedici anni: una città che smette di subire e comincia a combattere.
Il 27 settembre 1943 Napoli insorge. Le Quattro Giornate cacciano i tedeschi dalla città. Il fronte si sposta verso l'entroterra e il 1° ottobre la colonna tedesca in ritirata passa di nuovo per Nola.
Non è più rappresaglia contro una città disarmata, ma resistenza aperta: in via San Massimo, Antonio Franzese e i suoi figli Gennaro e Giovanni affrontano una pattuglia tedesca. Giovanni cade mortalmente ferito, riconosciuto Partigiano Combattente Caduto. Altri Franzese insieme ad Antonio e Andrea Caliendo continuano a combattere nella stessa zona, mentre molti civili rimangono feriti.
In Piazza Marconi, un gruppo guidato dal sacerdote don Angelo D'Alessio apre il fuoco sugli automezzi in fuga. I tedeschi rispondono con i carri armati, cannoneggiando la chiesa dell'Immacolata.
Il 2 ottobre gli inglesi arrivano a Nola. Un ragazzo, Ennio Buonomo, figlio del maresciallo, sale su un carro armato alleato per continuare a combattere: della sua sorte non si saprà più nulla.
C'è un gruppo che non si ferma nemmeno con la liberazione di Nola. Guidato da Attilio Mancusi, tprende il nome di Brigata Garibaldi. non depone le armi e segue gli Alleati fino a Cassino.
Il ricordo della Resistenza di Nola e dei suoi combattenti ignoti è stato letto da Mariella Vitale della sezione ANPI Zona Nolana
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.