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Antonio D'Ambrosio Le storie dei resistenti delle Quattro Giornate lette e interpretate da volontari ANPI.
Avvocato, pittore e instancabile organizzatore della resistenza culturale al fascismo, la sua figura dimostra come l'antifascismo si sia espresso anche attraverso i linguaggi dell'arte e della difesa legale, tessendo reti clandestine vitali.
Antonio D'Ambrosio, nato a San Severo nel 1901, fu schedato come comunista dal 1925. La sua casa in vicolo degli Orefici divenne un salotto clandestino per intellettuali come Alfonso Gatto e Carlo Bernari, dove si discuteva di marxismo e si organizzava la resistenza. Come avvocato, realizzò l'unità delle forze antifasciste napoletane difendendo centinaia di confinati politici. La sua attività clandestina fu incessante: diresse l'organizzazione dei comunisti napoletani e, nel 1938, organizzò un temerario lancio di volantini antirazzisti durante la festa di Piedigrotta. Questo gesto gli costò l'arresto e una condanna a sei anni di reclusione dal Tribunale Speciale.
Nel dopoguerra, proseguì il suo impegno da socialista, rimanendo un punto di riferimento di civiltà e cultura, ricordato per aver costruito legami fondamentali tra intellettuali e classe operaia.
Il ricordo di Antonio D'Ambrosio è stato letto da Bruno Russo della sezione ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti".
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.