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Rita Ricci, Rosa Cozzino, Filomena e Rita Bottone Le storie dei resistenti delle Quattro Giornate lette e interpretate da volontari ANPI.
Il loro sacrificio incarna l'essenza della Resistenza civile e non armata, ricordandoci che per la libertà si combatte anche con gesti di umanità, più puri in tempi disumani.
Rita Ricci, quindicenne napoletana, muore il 29 settembre 1943 insieme a Rosa Cozzino e alle sue figlie Filomena (14 anni) e Rita (12 anni) Bottone, durante i combattimenti delle Quattro Giornate. Tutte sono riconosciute cadute per la Liberazione. Rita non impugna un fucile ma soccorre i feriti come crocerossina all'interno di una masseria in via Case Puntellate. Questo gesto di solidarietà - pura resistenza civile in un contesto di violenza estrema - le vale il riconoscimento di partigiana combattente. La loro storia rappresenta le migliaia di donne che, spesso nell'ombra, svolgono funzioni di supporto essenziali: un modello di coraggio che va oltre le armi, fondato sulla protezione della vita e della comunità.
Il ricordo di Rita Ricci, Rosa Cozzino, Filomena e Rita Bottone è letto da Marialuisa Stazio della sezione ANPI Napoli Centro "Antonio Amoretti". #ANPI #Resistenza #DonneResistenti #ResistenzaCivile #QuattroGiornateDiNapoli #Memoria #Napoli
Un'iniziativa dell'ANPI Provinciale di Napoli realizzata grazie ai volontari e le volontarie delle sezioni ANPI di Napoli e provincia, che collettivamente ringraziano le storiche e gli storici che ci hanno conservato la memoria dell'antifascismo e della Resistenza.