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Nel 1926 una commissione ridisegnava definitivamente la formazione musicale italiana. Cento anni dopo, la domanda è semplice e scomoda: abbiamo cambiato l’architettura del sistema o abbiamo cambiato davvero il modo di insegnare? In questa puntata di Diapason rifletteremo sulla riforma del cosiddetto nuovo ordinamenti, sui suoi risultati e sui suoi limiti, sulla distanza crescente che molti giovani musicisti percepiscono tra ciò che studiano e il mondo del lavoro che li attende. Una discussione franca su didattica, governance, ricerca artistica, valutazione, confronto con l’Europa e un invito a rimettere al centro la domanda fondamentale: che tipo di musicista vogliamo formare nei prossimi trent’anni?