Scalable – Startup Chronicles · 19 set 2026 · 23:45
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Nel gennaio 2022 Miro valeva 17,5 miliardi di dollari. Quattro anni dopo ha circa 600 milioni di dollari di ARR, quasi 4 milioni di utenti paganti, è profittevole — e ha accettato di essere acquisita da Bending Spoons per circa 1,79 miliardi di dollari di equity value.
Quasi il 90% in meno.
Ma questa non è la storia di una startup che ha bruciato tutto.
Miro aveva product-market fit prima del Covid. La pandemia ha accelerato enormemente la crescita, portandola da circa 5 a 30 milioni di utenti in meno di due anni. Nel momento di massima euforia del SaaS, gli investitori hanno però pagato non soltanto il business che esisteva, ma una crescita futura che avrebbe dovuto continuare per anni.
Poi sono arrivati la normalizzazione del remote work, il rallentamento del software enterprise, i tagli all’organico, la convergenza con Figma, Canva, Atlassian e Microsoft e il tentativo di costruire una nuova curva di crescita attraverso l’intelligenza artificiale.
In questo Crash & Burn ricostruiamo cosa è realmente successo a Miro e separiamo due cose che spesso vengono confuse: il destino dell’azienda e il destino della sua valutazione.
Perché un business può diventare più grande, restare profittevole e allo stesso tempo perdere quasi il 90% del proprio valore?
E soprattutto: Miro ha fallito — o ha fallito il prezzo che gli investitori avevano deciso di pagare?
Scalable — Startup Chronicles
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Episodi: Scalable – Startup Chronicles