L'ADHD finisce davvero con l'infanzia, o semplicemente si nasconde meglio? Il prof. Felice Iasevoli, Professore Associato di Psichiatria all'Università Federico II di Napoli e responsabile dell'ambulatorio ANDD (Adult Neurodevelopmental Disorders), in una relazione tenuta il 22 novembre 2025 a Napoli per AIFA APS, spiega il concetto di "patomorfismo": l'ADHD non scompare con la crescita, ma si trasforma. Mentre iperattività e impulsività tendono ad attenuarsi con la maturazione della corteccia prefrontale (completa solo tra i 20 e i 30 anni), inattenzione, disorganizzazione e disregolazione emotiva spesso persistono o diventano più evidenti, semplicemente perché la vita adulta richiede più autonomia e pianificazione.
L'episodio ripercorre i tre pilastri su cui si costruisce una diagnosi affidabile — il colloquio clinico con la storia infantile, la valutazione delle funzioni esecutive (oggi anche tramite realtà virtuale) e la documentazione di un malfunzionamento nella vita quotidiana — e si sofferma su un aspetto spesso trascurato: le conseguenze psicologiche di chi è cresciuto con un ADHD non riconosciuto, spesso etichettato come "discolo", e che porta con sé anni di ferite all'autostima.
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Podcast a cura di Rocco Cangialosi
Questo episodio include contenuti generati dall’IA.