TWENTYFOUR · 8 set 2026 · 18:55
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La sconfitta contro le torri cinesi condanna l'Italia al terzo posto del girone e alla via più tortuosa verso i quarti, con le Azzurre svuotate dopo l'impresa sfiorata contro Team USA appena ventiquattro ore prima e attese domani sera dallo spareggio secco contro un'Australia terza nel ranking mondiale e reduce da sei medaglie nelle ultime sette edizioni iridate.
Il ritiro di Russell Westbrook, arrivato in una calda giornata d'agosto senza che nessuno gli avesse offerto un contratto, apre intanto il capitolo più significativo dell'intera estate NBA: la lenta e silenziosa fine dell'era del player empowerment, con veterani del calibro di DeRozan, Klay Thompson e Ben Simmons accasati dove capitava e con il secondo apron che ha restituito ai proprietari un potere che sembrava perduto per sempre, mentre i Timberwolves cambiano padrone e Portland si gioca la permanenza in città in una trattativa da oltre mezzo miliardo di fondi pubblici.
E l'addio di Cathy Engelbert alla WNBA, dopo sette anni di crescita record e di rapporti logorati con le giocatrici, consegna a chi verrà dopo di lei una lega finalmente guardata da tutti e proprio per questo diventata terreno di caccia per personaggi come Enes Kanter Freedom. Questa Italia, capace di tenere gli Stati Uniti a cinquantacinque punti e poi di crollare il giorno seguente, avrà la lucidità per superare una corazzata come l'Australia in quaranta minuti da dentro o fuori? La stagione che verrà segnerà davvero la fine definitiva del potere contrattuale dei giocatori o il sindacato riuscirà a ribaltare i rapporti di forza alla scadenza del 2028? E il prossimo commissioner della WNBA saprà proteggere il campionato da chi ne sfrutta la crescita per ritagliarsi un istante di visibilità, oppure questi episodi diventeranno il prezzo inevitabile del successo?
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Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.