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Era il 1987 quando il Journal of Statistical Physics, una delle pubblicazioni accademiche più autorevoli del settore, mandò in stampa un articolo firmato, tra gli altri, da un certo Stronzo Bestiale, presentato come professore di fisica presso l’Università di Palermo. Nessuno, nella redazione, sollevò obiezioni. Nessuno controllò. Nessuno rise — almeno non subito. Quel nome, letteralmente impronunciabile in un contesto serio per chiunque parlasse italiano, scivolò indisturbato attraverso le maglie del peer review e si depositò per sempre negli archivi della letteratura scientifica internazionale. La storia di Stronzo Bestiale è insieme una farsa esilarante e una denuncia feroce: quella di un sistema che si pretende infallibile ma che, sotto pressione, rivela crepe profonde quanto un cratere lunare.