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C’è un luogo nel cuore della Cina dove la terra si solleva verso le nuvole con la stessa impudenza di una guglia gotica, dove due templi buddhisti sembrano posati sul nulla da una mano invisibile e dove il tempo geologico si fa palpabile come l’aria umida che avvolge la montagna. Si chiama Fanjingshan — in cinese 梵净山, “la pura montagna del Buddha” — e si erge nella provincia del Guizhou, nel sudovest della Cina, come uno dei paesaggi più straordinari e meno conosciuti dell’intero pianeta. Nel luglio 2018, l’UNESCO l’ha inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, riconoscendo in essa un valore universale eccezionale che trascende la cultura, la religione e persino la geologia ordinaria.