b2eyes today · 14 set 2026 · 4:06
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Se il prestigioso Leone d’Oro è andato a Woman Unknown di May el-Toukhy, alla 83esima edizione della kermesse i film italiani, pur non avendo praticamente ricevuto premi, sono stati grandi protagonisti. In concorso, fuori concorso, nella sezione Orizzonti e Biennale Cinema. Da una parte ci sono i grandi autori, dall’altra giovani registi e registe alla ricerca di nuove forme, nuovi generi e nuovi linguaggi. E gli occhiali sempre in primo piano
Il Leone d’Oro dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia è andato a May el-Toukhy, l’unica regista donna in concorso con il film danese Woman Unknown. Molti però si aspettavano un riconoscimento più importante a Naza. Perché lo sconvolgente documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, in uscita il 28 settembre, meritava molto di più del Premio Speciale della Giuria. Tre anni di inchieste pericolosissime per intercettare 24 ex militari e membri dell’intelligence israeliana che raccontano in incognito i segreti del massacro sistematico di civili palestinesi a Gaza. Anche i film italiani in concorso avrebbero meritato più attenzione, perché il nostro cinema proprio in questo momento è molto creativo e sta dimostrando grande vitalità. Da una parte c’è il ritorno dei grandi autori, dall’altra i nuovi linguaggi dei giovani. In entrambi, gli occhiali sono in primo piano. Nel film Nessun dolore di Gianni Amelio, sono i catalizzatori della storia. Davide, interpretato da Alessandro Borghi, ha una bancarella di libri usati a Roma, frequentata anche da un’affascinante Valeria Golino, ma un incontro drammatico lo porterà a non potersi più nascondere dietro le lenti dell’indifferenza. Sarà infatti costretto a mettere in discussione tutta la sua vita e il suo modo di guardare gli altri. Improvvisamente, posto di fronte alla realtà dei migranti e della marginalità, dovrà prendere consapevolezza dell’esistenza di un nuovo mondo, molto inquietante. Ancora più inquietante è il thriller psicologico del trentenne Paolo Strippoli, L’estranea. A Bari nel giorno di Ferragosto del 1999 c’è la festa per l’inaugurazione della nuova villa dei Colonna. Una famiglia arricchita mostra il proprio benessere anche attraverso lo stile e con la presenza delle persone importanti della città. Tutti in bianco, perfetti. Particolarmente vistosi, gli occhiali da sole del marito, un abbronzatissimo Adriano Giannini. I bambini sono fuori in giardino. Poi arriva il momento dell’incidente ed è in ospedale che la madre, Jasmine Trinca, incontra l’estranea, interpretata da un’elegantissima Valeria Bruni Tedeschi, con la quale stringe un patto diabolico che darà il via a una spirale di paura.