b2eyes today · 13 set 2026 · 2:29
Ascolta nell'app Podli 🎧
Segui i tuoi podcast preferiti, ascolta offline e in auto con CarPlay e Android Auto, e riprendi sempre da dove eri rimasto. Provala gratis.
Una ricerca statunitense condotta su 159 bambini tra 6 e 12 anni evidenzia, dopo 24 mesi, una riduzione del 71% della progressione miopica e del 53% dell’allungamento assiale utilizzando la tecnologia H.A.L.T. rispetto alle lenti monofocali
Sono stati pubblicati su Jama Ophthalmology i risultati a 24 mesi di uno studio clinico statunitense sulle lenti Essilor Stellest, progettate per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Il trial, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, ha coinvolto 159 bambini miopi di età compresa tra 6 e 12 anni presso nove centri clinici negli Stati Uniti, e ha confrontato le lenti con tecnologia H.A.L.T. con le tradizionali monofocali. «Dopo due anni l’uso di Stellest ha evidenziato una riduzione relativa del 71% della progressione della miopia, pari a 0,64 diottrie in meno rispetto al gruppo trattato con monofocali, e una diminuzione del 53% dell’allungamento assiale, corrispondente a 0,24 mm – si legge in un comunicato di EssilorLuxottica - I risultati hanno inoltre mostrato buona tollerabilità e prestazioni visive comparabili a quelle delle lenti monofocali». Secondo quanto riportato dalla nota, i dati ottenuti nella popolazione pediatrica statunitense sono in linea con quelli emersi da precedenti studi internazionali e ampliano le evidenze cliniche disponibili sulla tecnologia H.A.L.T. per il controllo della miopia. «La pubblicazione rappresenta il primo lavoro sottoposto a peer review sui risultati dello studio clinico che ha supportato l’autorizzazione della Food and Drug Administration alla commercializzazione delle lenti oftalmiche Essilor Stellest negli Stati Uniti - prosegue il comunicato - La ricerca, iniziata con il coinvolgimento dei partecipanti tra dicembre 2021 e luglio 2022, prevede un follow-up complessivo più lungo, mentre i riscontri a 24 mesi sono stati analizzati anche nell’ambito dell’iter che ha portato all’autorizzazione Fda».