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28 ottobre 2017: pochi istanti dopo il decollo da Roma Urbe, il piccolo aereo pilotato da Gianfranco Requedaz va in avaria: vibrazioni violentissime, odore di benzina in cabina. Per evitare il muro di fine pista sceglie di schiantarsi contro un albero e finisce sui binari dell'alta velocità Roma-Firenze. Sopravvive. Ma è lì che comincia l'incubo: accusato di disastro aviatorio, affronta un processo durato cinque anni, che si chiude con l'assoluzione piena. In questa puntata di Come il crimine, Gianfranco ci racconta cosa si prova a passare da vittima di un incidente a imputato, e perché, a suo dire, l'aula di tribunale ha fatto più paura dell'aereo che precipitava. Due minuti per salvarsi la vita. Cinque anni per salvare il proprio nome.