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Ripercorre l'intervento conclusivo dell'evento con Matteo, in arte DJ Tium. L'artista offre una disamina tecnica sulla musica Afro, definendola una struttura ritmica compresa tra i 110 e i 115 BPM (battiti al minuto), caratterizzata dall'integrazione di percussioni e campionamenti etnici provenienti da tradizioni musicali mondiali (dall'Argentina all'Australia, fino al Medio Oriente). DJ Tium rievoca le origini della propria carriera, iniziata nel 2004/2005 a 17 anni come barista presso il locale Jamaé di Monte Roberto (storica discoteca oggi trasformata in un centro commerciale). L'ospite rivendica il valore artigianale del mixaggio manuale ("cambio") e la sensibilità umana nella lettura della pista rispetto all'automatizzazione dei software e dell'intelligenza artificiale. Nonostante la professione primaria condotta nel settore del marketing e della comunicazione, la sua attività consolida una presenza costante negli eventi marchigiani e del Nord Italia. L'episodio termina con i saluti ironici dello staff (Margherita, Valentina, Claudio), che ipotizzano la futura introduzione di gocce di Varnelli, Prosecco o Gin Tonic nei caffè mattutini.