La
puntata 60 di
Scaffali Scomposti segna un traguardo speciale della terza stagione: Gabriele Biandolino e Salvatore Copani commentano e analizzano in chiave psicologica, cinematografica e storica il film
L'Odissea di Christopher Nolan.
I punti principali affrontati nell'episodio includono:
- Un Ulisse moderno e traumatico: A differenza dell'eroe omerico guidato dall'astuzia (metis) o di quello dantesco spinto dalla conoscenza, l'Ulisse di Nolan è una figura moderna, profondamente logorata dal senso di colpa, dal trauma della guerra di Troia e in cerca di oblio.
- Analisi dei personaggi e costrutti psicologici:
- Penelope (Anne Hathaway) e la "perdita ambigua": Viene analizzata attraverso il concetto della psicologa Pauline Boss; vive un lutto sospeso e usa la tela come strategia di coping per mantenere il controllo in una situazione d'incertezza e tensione.
- Telemaco (Tom Holland): Approfondito nella sua realtà giovanile, si ritrova a dover ricostruire la figura paterna senza il tempo per una reale rielaborazione psicologica.
- Calipso e Circe: Rappresentano rispettivamente la tentazione di rimanere in una comfort zone dorata e il timore di ciò che si potrebbe diventare.
- Polifemo e i Popoli del Mare: La figura di Polifemo viene rivisitata come un gigante non senziente (con un richiamo al dipinto di Goya Saturno che devora i suoi figli), mentre il richiamo ai Popoli del Mare diventa la metafora psicologica della proiezione: i mostri esterni rispecchiano le ferite e la violenza interiore dei reduci di guerra.
- Licenze poetiche e finzione: I conduttori riflettono sulle polemiche relative alla fedeltà filologica del film, difendendo la libertà artistica di reinterpretare i miti per il pubblico contemporaneo.
Consiglio di lettura finale: Salvatore consiglia il saggio
Sulle rotte di Ulisse. L'invenzione della geografia omerica del professor Lorenzo Braccesi (già docente di storia greca a Padova), un testo divulgativo per approfondire la percezione del mondo e della geografia negli antichi.