Segui i tuoi podcast preferiti, ascolta offline e in auto con CarPlay e Android Auto, e riprendi sempre da dove eri rimasto. Provala gratis.
Tra il 1941 e il 1943 migliaia di ebrei fuggirono da Croazia, Serbia e Bosnia cercando rifugio nelle zone occupate dall’Esercito italiano e nei territori annessi dall’Italia fascista. Questa fuga offrì a molti di loro una possibilità concreta di salvezza, grazie alla protezione garantita da autorità militari e civili italiane. Per decenni la storiografia si è interrogata sulle ragioni che spinsero l’Italia, alleata della Germania nazista, a non consegnare sistematicamente questi profughi alla persecuzione e, in numerosi casi, ad assicurare loro accoglienza e tutela. Superando miti consolatori e letture ideologiche, e grazie a una rigorosa ricerca condotta in archivi finora inesplorati, questo libro ricostruisce per la prima volta il funzionamento concreto del “sistema di protezione” italiano nel Governatorato della Dalmazia. Ne emerge un quadro complesso, fatto di contraddizioni, compromessi e responsabilità individuali, che getta nuova luce sul ruolo dell’Italia durante la Shoah e invita il lettore a confrontarsi con una zona grigia della nostra memoria collettiva.