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DAU, UN BON PETIT SOLDAT e IL FUOCO CHE TI PORTI DENTRO - Daily Venezia #8

Storyline · 10 set 2026 · 14:56

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Ottavo giorno a Venezia 2026: la storia impossibile del progetto Dau e il film monumentale che è diventato, l'italiano The Bear di Edoardo De Angelis e Petit Soldà di Briset con un'Alba Rohrwacher da premio.

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Dau è un pezzo di storia del cinema che si sta facendo adesso. Nel 2006 Ilya Khrzhanovksy vuole girare un film su Lev Landau, lo scienziato che sviluppò l'atomica per i russi. Ottiene fondi da un oligarca russo, costruisce a Kharkiv la replica funzionante del centro di ricerca in cui Landau lavorò — cucine, bagni, oggetti d'epoca — e lo popola con 300 non attori pagati per viverci tutti i giorni, senza copione, in costume dal 1938 al 1968, con i telefoni sequestrati. Per tre anni. Con cimici ovunque e una troupe pronta a girare quando succedeva qualcosa di interessante. Nel 2020 escono 13 film da 700 ore di girato. Ora arriva Dau il film, e le immagini più clamorose che Khrzhanovksy aveva girato non erano in quelli — ricostruzioni di Leningrado su scala reale, senza effetti digitali, con un gusto estetico che toglie il fiato. È il film di questa edizione.

Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis è l'italiano The Bear: una famiglia napoletana a Natale, la madre che arriva, i rapporti incancreniti, il caos visivo ordinato da una mente precisa. Vanessa Scalera espressionista e Lino Musella che lavora in sottrazione — per me è lui il cuore del film. Sound design curatissimo, mai teatrale nonostante sia tutto in una casa, e un segmento con Tommaso Ragno che è tra i momenti più divertenti visti al festival. Serio contendente per il premio agli attori.

Un bon Petit Soldat di Stefan Briset è forse il suo migliore film sul lavoro. Alba Rohrwacher è la vice HR di una grande azienda francese tossica — il capo imprevedibile, gli yes-man, le campagne sul benessere degli impiegati mentre li trattano malissimo — e si impegna come non si vede spesso negli attori italiani all'estero. Altra ipoteca sul premio per gli attori in una categoria densa come poche.

Riprese e montaggio: Bianca Ferrari

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