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Magico, poetico, surreale. Questi e molti altri aggettivi possono essere utilizzati per descrivere lo stile di un regista francese che dai primi anni Duemila ci ha incantato col suo cinema. Il suo nome è Jean-Pierre Jeunet, ed è il regista del Favoloso mondo di Amélie. In Lo Straordinario viaggio di T.S. Spivet racconta di un ragazzo scambiato per un adulto, che viene invitato dall’istituto Smithsonian a ritirare un premio per la sua invenzione del moto perpetuo. Spivet, dopo un primo momento di smarrimento, decide di intraprendere il lungo e periglioso viaggio dal Montana a Washington, in quello che sarà un viaggio di formazione per sé stesso e per ritrovare l’amore sopito della sua bizzarra famiglia.
Le storie vere accostate a questo personaggio di fantasia, sono di due giovani inventori: Blaise Pascal e Louis Braille. Il primo è un bambino che scopre, da solo, con un carboncino su un pavimento, la geometria euclidea; il secondo è quello che ha permesso ai ciechi di leggere e scrivere con un codice della grandezza di un polpastrello, che oggi troviamo ovunque.