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Elementi organici e materiali naturali, la lingua dei segni e una ricerca sulle radici africane di quel paese dove la samba è una competizione: Giulia Caúti, di origini brasiliane, ha preso la sua ricerca artistica e l’ha messa in parallelo a una più identitaria, più intima, decidendo di aprirsi e ricevere ciò che le offre il mondo. Nella primavera estate 2026 presso la Casa de Artes de Laranjeiras, a Rio de Janeiro, insieme ad altri artisti, Giulia ha lavorato sulle varie competenze nella recitazione e nella performance, con enfasi sull’allenamento corporeo e vocale, sull’improvvisazione e la presenza scenica. Al centro dei suoi studi il corpo, la materia, la ricerca di un nuovo metodo con al centro le relazioni, senza la quale non si può creare, senza la quale non si possono unire i frammenti.