Al centro della preghiera, la figura di Giobbe e la sua sapienza del cuore: un uomo la cui giustizia non è astratta, ma si manifesta nel farsi «occhi per il cieco» e «piedi per lo zoppo», soccorrendo chi soffre e facendosi consolatore degli afflitti. In una società spesso dominata dalla fretta e dalla frenesia del produrre, dove chi è malato rischia di scivolare nella solitudine e nell'abbandono, la Scrittura ci ricorda che il tempo speso accanto a chi è nella prova è un tempo santo. Riconoscere il volto di Gesù nel fratello sofferente («Ero malato e mi avete visitato») trasforma la vicinanza, l'ascolto e la dedizione gratuita in un vero balsamo: l'affetto e l'amicizia sono già l'inizio di una guarigione che ridona speranza e riscalda il cuore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:
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