Nel commento al brano degli Atti degli Apostoli (1, 12-14), la comunità radunata nel cenacolo con Maria, le donne e i discepoli «perseveranti e concordi nella preghiera» svela l'identità originaria della Chiesa: un popolo unito non da ruoli sociali o legami di sangue, ma dall'adesione comune al Risorto e dall'attesa dello Spirito. Questa forma sorgiva di preghiera non è chiusura devozionale, ma linfa vitale per una missione irrinunciabile: salvare l’umano. In un tempo ferito da guerre, chiusure identitarie, derive autocratiche e dalle sfide dell'Intelligenza Artificiale, i cristiani sono chiamati a custodire quella dignità integrale mostrata in Cristo, unendo l'intelligenza storico-civile alla profondità mistica. Attraverso la confidenza del cuore e l'amicizia fedele con Gesù, la fede si rinnova nella vicinanza ai più fragili, incarnando quella mistica della fraternità che sa riconoscere il volto del Signore nelle ferite del nostro tempo.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:
https://youtube.com/live/-PUYkpK6bMM