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C'è un quadro di Vilhelm Hammershøi che continuo a portarmi dietro: una donna di spalle, in un interno spoglio, luce grigia che entra da una finestra che non vediamo. Non sappiamo cosa stia facendo. Non sappiamo nemmeno il suo volto. Eppure quell'immagine dice più cose sulla concentrazione di quante ne dicano certe foto di team riuniti intorno a una lavagna piena di post-it. In questo episodio torno su Interior with Young Woman Seen from the Back perché mi sembra dica qualcosa che nel lavoro tendiamo a dimenticare: che la parte più vera di quello che facciamo spesso accade con le spalle rivolte a chi guarda. Fuori dai riflettori, fuori dalle slide, dentro una stanza dove nessuno applaude. Parliamo di silenzio come spazio produttivo, di distanza come forma di rispetto, e di quanto la nostra cultura del lavoro fatichi a valorizzare tutto ciò che non si mostra.