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L’Urlo di Edvard Munch viene spesso letto come il quadro dell’angoscia. Per me racconta qualcosa di diverso: il momento in cui perdi distanza tra te e il mondo. Rumore, richieste, velocità, tensioni, aspettative. A forza di assorbire continuamente, rischiamo di non distinguere più ciò che è nostro da ciò che stiamo solo trattenendo. In questo episodio esploro il tema dei confini interiori, della saturazione invisibile e della necessità di recuperare spazio mentale per non vivere costantemente invasi da tutto.