Ponza, 9 agosto 2020. In un'intercapedine tra due muri viene trovato il corpo di Gianmarco "Gimmy" Pozzi, 28 anni, campione di kickboxing. La prima versione parla di una caduta. Ma c'è una ferita alla testa profonda senza tracce di sangue, spine conficcate sulla schiena, una busta nascosta tra gli indumenti intimi, un telefono che prima è integro e poi risulta distrutto. Cinque anni dopo, la Procura chiede l'archiviazione. La famiglia si oppone. In questa intervista ne parlo con la criminologa Barbara Fabbroni: un caso in cui ogni silenzio pesa quanto un indizio.
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