Il 4 agosto 1892, a Fall River, Andrew e Abby Borden vengono uccisi a colpi d'accetta nella loro casa, e per quel duplice omicidio viene processata la figlia Lizzie, che nel giugno del 1893 una giuria assolve. Più di un secolo dopo Netflix le dedica la quarta stagione di Monster e la presenta come la sua storia, ma quella che vediamo sullo schermo è una donna che premedita, uccide e si libera a colpi d'ascia dei suoi aguzzini, fino a diventare quasi un'eroina. Quanto c'è di vero nella relazione con la domestica Bridget Sullivan, nell'omicidio di Bertha Manchester, nel legame con Aileen Wuornos e nel sostegno alle suffragette? E cosa accade quando una serie cancella la presunzione d'innocenza, trasforma il sangue in liberazione e spaccia la vendetta per femminismo, fino a farci sperare che le vittime muoiano nel modo peggiore?
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