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In questa puntata di GeneralovaSportMI, Natalia Generalova incontra Riccardo Corsolini, professionista che lavora tra sport, tecnologia e innovazione applicata al basket. Oggi è legato a NBN23, sport-tech company con sede a Madrid, dove opera come responsabile per l’Italia in un percorso che unisce digitalizzazione delle competizioni, raccolta dei dati e trasformazione dei processi sportivi. La sua prospettiva nasce però molto prima: da una famiglia cresciuta dentro la pallacanestro, da un’infanzia vissuta tra parquet, partite e figure che hanno reso il basket parte naturale del suo linguaggio quotidiano.
La conversazione parte proprio da lì, da un rapporto con lo sport costruito da bambino e poi trasformato in una scelta professionale più consapevole. Riccardo racconta il passaggio dagli studi in Relazioni Internazionali al master in sport management, il tentativo iniziale di entrare nel giornalismo sportivo e la decisione di cercare invece una strada più vicina all’organizzazione, all’innovazione e alla crescita del sistema. Ne emerge un percorso in cui il basket non resta soltanto passione o identità familiare, ma diventa un modo concreto per restituire valore a un ambiente che gli ha dato moltissimo.
Ampio spazio è dedicato al cuore della puntata: il basket come ecosistema da ripensare, tra cultura dell’errore, formazione dei giovani, ruolo dei genitori, innovazione digitale e capacità di costruire davvero nuove opportunità professionali. Riccardo insiste su un punto preciso: nello sport non basta parlare di cambiamento, bisogna renderlo operativo, digitalizzando i processi, raccogliendo dati utili, valorizzando gli impianti, aprendosi a nuove competenze e smettendo di vedere il giovane come una minaccia. Dal tema del referto elettronico fino alla necessità di allargare il pubblico oltre i confini della nicchia, la puntata mostra quanto il management sportivo oggi richieda visione, concretezza e disponibilità a “sporcarsi le mani”, senza perdere la capacità di collaborare e di costruire dal basso.
Ne esce il ritratto di una figura giovane ma già immersa nei processi reali dello sport contemporaneo, convinta che il futuro del basket passi da più innovazione, più ascolto e più coraggio nel creare strutture solide, inclusive e moderne. Per chi sogna di lavorare nello sport, questa puntata offre una traccia molto chiara: non puntare solo ai grandi nomi, non smettere di formarsi, usare bene la tecnologia e imparare a trasformare ogni esperienza in un tassello di crescita professionale.