GoodMorning Milano · 22 set 2026 · 16:56
Ascolta nell'app Podli 🎧
Segui i tuoi podcast preferiti, ascolta offline e in auto con CarPlay e Android Auto, e riprendi sempre da dove eri rimasto. Provala gratis.
Il MOF (modello organizzativo finlandese) è il nuovo approccio di alcune classi del Simona Giorgi che inaugura l'anno scolastico con una grande innovazione. Ce ne parla la professoressa Alessandra Pascazio.L'idea di attuare il modello organizzativo finlandese nasce da un'iniziativa della suola di voler creare degli spazi educativi funzionali e che pongano lo studente al centro. Il MOF si può definire la punta dell'iceberg di un progetto molto più ampio che nasce in realtà anni fa. La scuola ha investito a livello strutturale in tavoli modulabili, LIM, tablet, carrelli digitali e laboratori di diversi tipi tra cui quello di podcast e di arte. C'è stata anche una rivisitazione degli spazi come l'aula agorà, in cui avvengono dibattiti, cooperative learning e flipped classroom. L'anno è iniziato da poco eppure sembra già avere riscontri positivi, ci racconta la professoressa, i ragazzi sono tranquilli e propositivi. Interessante è sicuramente la compattazione oraria che si distacca dalla segmentazione nozionistica della scuola tradizionale. Questo permette di non dare compiti a casa perché, avendo tempi più distesi, gli studenti apprendono molto in aula. L'obiettivo è quello che ciascuno studente abbia un proprio pensiero e che l'insegnante debba solo aiutarlo a tirarlo fuori. Questa didattica laboratoriale e innovativa necessita moltissima empatia, la pedagogia ci dice che gli studenti apprendono meglio in un ambiente sereno. Importante, dunque, è la formazione anche dell'insegnante, iniziata con professionisti esterni ma che ormai viene effettuata anche internamente. Un grande investimento continuo nell'ambito della formazione. I protagonisti sono studenti molto giovani per cui si potrebbe rischiare di creare un divario di base tra chi non segue il modello e chi lo segue. Un dubbio che viene subito smentito dalla professoressa Pascazio che garantisce che questo modello prevede uno scambio continuo, un peer to peer in cui il "debole" impara dal "forte" e viceversa. Alla base di tutto c'è l'accoglienza. Il metodo non riguarda solo la didattica, la scuola ha messo in atto una serie di progetti per rafforzare l'aspetto emotivo come lo sportello psicologico e il dialogo continuo e costante con il genitore. Tutte cose che costruiscono un rapporto profondo tra le parti. La vera differenza dalle altre classi riguarda soprattutto la compattazione oraria. Il MOF, ci ricorda Alessandra Pascazio, rientra comunque in un metodo di insegnamento che da anni viene applicato alla Simona Giorgi. La cosa davvero significativa è che ogni docente ora ha una formazione specifica, così da poter offrire un percorso alla pari. Insomma nessuno viene lasciato indietro, che si tratti di professori o studenti. Al seguente link potete trovare diverso materiale sul patto triennale dell'offerta formativa del Simona Giorgi: https://icsgiorgi.edu.it/documento/ptof2225/