Un monte con un vello fitto come una pecora e che ora leggermente cangia sul giallo, e poi altri monti dietro, al lato, davanti: anzi davanti uno dietro l'altro come dipinti su scenari trasparenti.
Ma non un largo, una valle, una fuga aerea: tutto sta denso ed erto davanti agli occhi, e molti sono molti modesti, infatti nel punto dove siamo, c'è come una stella, e la dietro ha cominciato la Toscana, e la sull'altro versante c'è Cortona e prima ancora Borgo San Sepolcro. Poi ci si gira, e come scoccassero dalle punte della rosa dei venti, Perugia, Città di Castello, le Marche infine a cavallo dell'Appennino.
In basso il Tevere, naturalmente.
Ma solo gli occhi della fantasia vedono tutte queste cose: o quelli di Burri, ma allora non sono gli occhi, è il cuore. Burri vede col suo cuore radicato a questa terra più dei castagni.
Luoghi narranti narrati e citati: Alberto Burri (scultore) -
Città di Castello -
Rocca di Spoleto -
Cortona -
Borgo San Sepolcro -
Perugia -
Grizzana -
Giorgio Morandi (pittore)
Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti. Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami. Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.
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