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ep. 34 st. 2 Il sonetto "Oltre la spera che più larga gira" potrebbe suggellare definitivamente la celebrazione di Beatrice; potrebbe essere l'apice in suo onore. Ma nel capitolo XLII, il successivo, Dante dice esplicitamente che non è finita qui. E' l'annuncio di ciò che vedremo e udiremo di Beatrice nella "Divina Commedia".
Oltre la spera che più larga gira passa ’l sospiro ch’esce del mio core: intelligenza nova, che l’Amore piangendo mette in lui, pur su lo tira.
Quand’elli è giunto là dove disira, vede una donna, che riceve onore, e luce sì, che per lo suo splendore lo peregrino spirito la mira.
Vedela tal, che quando ’l mi ridice, io no lo intendo, sì parla sottile al cor dolente, che lo fa parlare.
So io che parla di quella gentile, però che spesso ricorda Beatrice, sì ch’io lo ’ntendo ben, donne mie care.