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Quella si George G. Ritchie è una delle meglio documentate esperienze di premorte. Nel 1943, da giovane soldato di vent’anni, si ammala di polmonite e viene ricoverato in una stanza di isolamento dove, poche ore dopo, non l’ufficiale medico che lo visita non rileva il battito cardiaco e lo dichiara morto. Nove minuti dopo, grazie a assistente dell’ufficiale, viene riportato in vita. E ne ha di cose incredibili da raccontare.