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Londra, 1833. Ada Byron, diciottenne figlia del poeta Lord Byron, conosce Charles Babbage, il “padre” della macchina analitica. Anni dopo traduce l'articolo del piemontese Lugi Federico Menabrea su quella stessa macchina e, in una nota, la celebre nota G, scrive il primo algoritmo della storia. Intuisce che le macchine possono elaborare simboli: musica, immagini, linguaggio. In pratica, intuisce il nostro presente. Ecco la storia della donna che ha immaginato l'era digitale e forse anche l'intelligenza artificiale!