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E se il problema non fosse scegliere le piante giuste, ma progettare male le relazioni tra loro?
In questa intervista con Giuseppe Sannicandro entriamo dentro un modo diverso di pensare il giardino: meno controllo, meno dipendenza da input esterni e più attenzione ai processi naturali.
Parliamo di permacultura, agroforestazione, successioni ecologiche, piante pioniere e specie di supporto. Ma soprattutto proviamo a capire una cosa molto concreta: come posso usare questi principi nel mio giardino? Come posso trattenere meglio l’acqua, proteggere il suolo, aumentare la biodiversità e costruire un sistema che, con il tempo, richieda meno interventi invece che sempre di più?
Con Giuseppe parliamo anche di sistemi produttivi rigenerativi e di strategie nate in agricoltura che possono essere ridimensionate e adattate anche a un piccolo spazio verde mediterraneo.
Perché forse un giardino sostenibile non è semplicemente un giardino dove consumiamo meno. È un giardino che, anno dopo anno, funziona meglio. È un giardino che assomiglia a un film, più che ad una istantanea.
E per riuscirci potremmo dover smettere di chiederci soltanto: “Che cosa devo piantare?” e iniziare a domandarci: “Che ecosistema sto costruendo?”
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