La sofferenza che viene dalle persone care che non ci amano come noi sappiamo amare è un tema trasversale ad ogni relazione, di coppia, ma anche, genitori e figli, fratelli. Persona cara, è anche un amico. Persona cara, è anche una figura di riferimento. Quando l’amore cambia, o non è corrisposto, e l’amore ricevuto è diverso da quello dato, ecco che arriva la sofferenza. Che si esprime come fastidio, o dolore, o insofferenza, o ripicca, o paura, ricerca o allontanamento. Amare non è un obbligo, e l’amore non si eredita, non è un diritto di nascita, e neanche un dovere. È la più profonda espressione del vivere umano. Perché ogni gesto di ascolto, di rispetto, di comprensione, ogni scelta di migliorarsi, di non giudicare gli altri in base al proprio metro, è amore. Ogni capacità di supportare, è amore. Anche, di lasciar andare. Anche, di supportare se stessi. Amare non è un obbligo, ma neanche diventare forzati del non amore lo è. Puoi sempre scegliere la vita che vuoi vivere. Che amare è una visione dell’esistenza, e l’amore, un vocabolario infinito, che puoi declinare in infinte lingue diverse, un sorriso, un gesto gentile, un pensiero capace di accogliere, una scelta capace di trasformare. "Il modo in cui ti ami è il modo in cui insegni agli altri ad amarti" (R. Kaur)
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