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Giornata di attesa sui mercati globali, con un elemento concreto che ogni investitore retail dovrebbe tenere d'occhio: il petrolio ha guadagnato oltre il 4% in una sola seduta, trascinato dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz. Quando l'energia si muove così, l'effetto si propaga su tutto — dai titoli industriali agli ETF bilanciati.
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a 53.640 punti (-0,15%), con Tenaris in calo (-0,86%) e i grandi nomi come Enel, Stellantis e Ferrari tutti in rosso. Controtendenza STM (+1,79%) e Prysmian (+1,71%). Lo spread BTP-Bund si è assestato a 76,3 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,89%.
Oltreoceano, Wall Street ha ceduto terreno mentre i dati sull'inflazione USA restano il vero arbitro delle prossime mosse della Fed. JPMorgan ha alzato il target di fine anno per l'S&P 500 da 7.800 a 8.000, citando utili solidi e la spinta degli investimenti in AI da parte dei grandi hyperscaler. Ottimismo istituzionale, ma con i tassi ancora al centro del quadro.
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