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In questa puntata andiamo oltre lo schermo, seguendo uno sguardo diverso — quello di chi non vede — per capire una verità scomoda: se una storia non regge senza immagini, forse non è mai stata davvero forte. 📺 Al centro dell’analisi c’è Portobello, con un intenso Fabrizio Giffuni nei panni di Enzo Tortora: una ferita civile ancora aperta, un racconto che dimostra quanto la TV possa essere necessaria quando ha il coraggio di dire la verità. 🧠 Poi il viaggio dentro i manicomi prima della Legge Basaglia, tra storie di controllo sociale e vite spezzate, con il volto di Lino Guanciale a guidarci in una memoria che non possiamo permetterci di dimenticare. 📉 E intanto, fuori da queste narrazioni potenti, la TV sembra crollare su se stessa: il Grande Fratello si perde nel “viperume”, mentre il pubblico cerca qualcosa di più autentico. Anche programmi storici come Canzonissima rischiano di diventare solo nostalgia senza anima. 🌍 A salvarsi è chi racconta il mondo: Pechino Express, con Costantino della Gherardesca, resta uno dei pochi spazi dove la televisione torna a essere esperienza, incontro, scoperta. 💭 E allora la domanda resta sospesa: stiamo ancora creando contenuti che resteranno… o stiamo solo vivendo in un loop infinito di nostalgia e polemiche? 🎧 Una puntata profonda, critica, necessaria. 👉 Ascoltala ora.