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http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5862L'INGANNO DELLA ''PATERNITA' RESPONSABILE'' di Isacco Tacconi
"Crescete e moltiplicatevi" questo è il primo comando che Dio Padre rivolge all'uomo e la donna subito dopo averli creati. Non ha detto loro: "Ecco, vi ho unito in matrimonio, ora fate delle belle esperienze insieme, godetevi la vita di coppia, amatevi appassionatamente e, se ve la sentite, dopo attenta valutazione, fate figli con «responsabilità» e parsimonia". No, il Padre Eterno ha comandato espressamente e semplicemente: "moltiplicatevi, popolate la terra e soggiogatela". Avrebbe avuto un bel da fare il nostro progenitore Adamo se avesse dovuto soggiogare la terra con 1,2 figli. Non solo, la Sacra Scrittura ci dice espressamente che Adamo chiamò la donna "Eva", perché ella è la «madre di tutti i viventi». La donna quindi è madre per essenza; ella è madre dei "viventi", cioè porta in sé il dono della vita. La donna è custode e "matrice" della vita, questa è la sua vocazione naturale e più alta. Non è prima lavoratrice, laureata, donna in carriera, dottore e poi, infine, mamma. No, la donna è madre prima di tutto e soprattutto, è scritto in ogni fibra del suo DNA, e soltanto corrispondendo e amando la natura che il Creatore ha stabilito per lei, realizzerà le sue più profonde aspirazioni di gioia e di amore. La sua capacità e, soprattutto, la sua generosità nel mettere al mondo i figli, rispetta la verità della sua natura più intima e profonda: la maternità.
In questo senso la cosiddetta "paternità responsabile", entrata nel lessico e nelle coscienze dei fedeli cattolici dal Concilio Vaticano II in poi, e del tutto sconosciuta alla Chiesa di sempre, inquina e stronca ogni slancio di generosità, di umile e amorevole obbedienza a quello che è il disegno di Dio sul Matrimonio e la Famiglia. Tale paternità responsabile è ormai sinonimo di freddo calcolo e di pianificazione umana che rivela la mania d'onnipotenza che prevale nell'uomo contemporaneo, incapace di sacrificio perché privo di fede. L'adozione dei metodi naturali (Billings, Ogino-Knaus, sintotermico, naprotecnologia ecc.), divenuti a tutti gli effetti, come si preconizzava 40 anni fa, il "contraccettivo dei cattolici", priva il Matrimonio di quella bellezza e di quella semplicità data dalla fede serena e sicura che Dio è Padre sapiente e provvidente. Molti oggi utilizzano i metodi naturali con la scusa della loro liceità e della loro "naturalità" per fare slalom fra le occasioni di fecondazione dell'ovulo. Le scuse poi addotte sono le più disparate (e sempre le stesse): la fatica, la precarietà economica, la fragilità emotiva e psichica o l'impossibilità di garantire loro un'educazione uguale per tutti e così via. In tal modo si alimentano le cattive inclinazioni e si raffredda la carità. A tal proposito dice Pio XII: "Il numero dei figli non impedisce la loro egregia e perfetta educazione; che il numero, in questa materia, non torna a discapito della qualità, sia in rapporto ai valori fisici che a quelli spirituali" (Discorso alle famiglie numerose). L'esempio dei santi d'altronde dovrebbe spronarci ad avere maggior fede e coraggio. [...]
ACCETTARE I FIGLI CHE DIO VUOLE DONARE
Il problema di fondo di questo approccio sta nell'aver trasformato in puro calcolo l'atto coniugale, privandolo di quella naturale purezza disinteressata che spinge l'uomo ad unirsi alla moglie mettendosi nelle mani di Dio, Padrone e Signore della vita. Tutto sta nell'intenzione e nella disposizione d'animo: il figlio non è un oggetto né da rifiutare né da pretendere a tutti i costi, quasi che attraverso i calcoli medico-biologici possa automaticamente e meccanicamente prodursi a comando. "Tutto in questa materia dipende dall'intenzione... se manca il sincero proposito di lasciare al Creatore di compiere la Sua opera, l'egoismo umano saprà sempre trovare nuovi sofismi ed espedienti per far tacere, se possibile, la coscienza e perpetuare gli abusi" (Pio XII, Discorso alle famiglie numerose). [...]
Vediamo anche come la società contemporanea veda il trionfo della sessualità corrotta e sterile, slegata dalla sua finalità procreativa e perciò stesso profondamente stravolta e adulterata. Di recente un professore cattolico di grande fede ha giustamente dichiarato: "Tutti i rapporti sessuali oggi sono, per così dire, "omosessuali", anche quelli che materialmente sono compiuti da un uomo e una donna, perché? Perché sono sterili, morti, snaturati, sovvertiti dall'egoismo e dalla brama di piacere che ostacola e rifiuta l'unico frutto onesto della sessualità: i figli". In definitiva, è l'egoismo che sta alla base dell'incapacità di accogliere tutti i figli che Dio manda, e non che l'uomo e la donna stabiliscono di comune accordo, pianificando, calcolando, centellinando, soppesando. Fare figli significa dare la vita per amore di Dio, non per un proprio torna conto, significa rispondere con prontezza a ciò che Dio comanda e vuole dalle famiglie. Questa è la strada della loro santificazione, non ce n'è altra.
L'accoglienza della vita e il sacrificarsi per l'allevamento e l'educazione cattolica dei figli è la cosa più bella e santa che un uomo e una donna, lecitamente uniti in Matrimonio, possano compiere nella propria vita. Molto più alto e perfetto di qualsiasi studio o impiego che nel mondo si possa svolgere anche in favore dell'apostolato. E la ragione di ciò risiede nel riprodurre gli attributi divini su questa terra, giacché l'essere padre e madre equivale ad imitare l'opera di Dio che crea e provvede alle sue creature. [...]
IL VALORE DELLA TESTIMONIANZA DELLE FAMIGLIE NUMEROSE
Dice Pio XI: "I genitori cristiani intendano inoltre che sono destinati non solo a propagare e conservare in terra il genere umano; anzi non solo ad educare comunque dei cultori del vero Dio, ma a procurare prole alla C