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Pillole di Nonsolosuoni.it

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Lucio Battisti: le lettere alla madre e la nascita del mito

Pillole di Nonsolosuoni.it · 26 ago 2026 · 3:57

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In questa puntata torniamo indietro nel tempo, quando Lucio Battisti non era ancora l’icona della musica italiana che tutti conosciamo. Tra il 1963 e il 1965, il giovane Battisti scriveva alla madre Dea da Verona, Torino, Milano, Trani e persino L'Aia, raccontando la sua vita in tournée, le speranze e le difficoltà di chi cerca di farsi strada nel mondo della musica.
Quel carteggio, composto da decine di lettere, è andato all’asta a Roma lo scorso giugno e rivela un Battisti autentico, affettuoso e determinato. Nelle sue parole si percepisce la voglia di rassicurare la famiglia e di inseguire il sogno musicale con coraggio: “Sto bene e faccio la vita che mi piace”, scriveva, mentre raccontava di mangiare tre volte al giorno e di affrontare la nostalgia per i tempi spensierati.
La madre, consapevole del suo talento, lo incoraggiava con dolcezza e lucidità: “La cosa più importante adesso è quella di far ascoltare le tue canzoni”. Tra i consigli, anche quello di mantenere buoni rapporti con Roberto Matano, leader dei Campioni, la band con cui Battisti muoveva i primi passi.
Nel 1965 arriva la svolta: Battisti firma il contratto con la Ricordi e annuncia di dover incidere due canzoni scritte insieme a Mogol, il sodalizio che cambierà per sempre la storia della musica italiana. In una lettera racconta anche di un altro brano, “Il giorno che”; sebbene l'intenzione fosse quella di farlo incidere a una ragazza della casa discografica Jolly, il pezzo non vedrà mai la luce nella sua forma originale, ma la sua melodia getterà le basi per il futuro successo "Mi ritorni in mente".
Da quelle lettere emerge il ritratto di un ragazzo che stava diventando artista, e di un talento che, di lì a poco, avrebbe dato vita a capolavori epocali come “Balla Linda” o “Acqua azzurra, acqua chiara”, inaugurando un mito destinato a durare nel tempo.

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