La puntata di oggi è dedicata a
Giorgio Bracardi, scomparso a 93 anni il 12 ottobre 2026 . Se ne va uno degli artefici della rivoluzione surreale che, con
Alto Gradimento, trasformò la radio italiana in un teatro dell’assurdo: popolato di personaggi improbabili, voci deformate, invenzioni linguistiche e comicità anarchica.
Per raccontare Bracardi conviene partire dalla sua casa romana, dove il silenzio era un’eventualità remota: la madre Edvige era soprano, il padre Glauco tenore e gestore del Salone Margherita, tempio del varietà capitolino. In una famiglia di cinque figli, tutti dovevano imparare uno strumento, e Giorgio scelse il pianoforte.
Prima di diventare un comico, fu musicista professionista, suonò nei night club, collaborò con la RCA e girò il mondo accompagnando artisti come Maurice Chevalier e José Feliciano . Il 7 luglio 1970 debuttò nel programma radiofonico
Alto Gradimento, ideato da Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco, dove diede vita a personaggi entrati nell’immaginario collettivo:
- Scarpantibus, l’uccellaccio del Nicaragua,
- Max Vinella, giornalista petulante,
- Ermanno Catenacci, gerarca esaltato,
- e molte altre voci surreali che hanno segnato la comicità italiana degli anni ’70.
Bracardi portò il suo umorismo anche in televisione, in programmi come
Quelli della notte e
Striscia la notizia, e al cinema, recitando accanto a Bud Spencer in
Banana Joe . La sua comicità era una questione di orecchio: pause, accelerazioni, urla, improvvise variazioni di tono. Una musica dentro la risata.
Per chiudere la puntata, ricordiamo
“Che felicità”, brano irriverente reso celebre anche da Elio e le Storie Tese, perfetto per ricordare la libertà creativa e l’anarchia giocosa che Bracardi ha regalato alla radio e alla televisione italiane.