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Il cambiamento climatico sta riscrivendo il calendario delle allergie ai pollini. Le stagioni polliniche iniziano prima e durano più a lungo, con sintomi respiratori che compaiono già in inverno e si protraggono fino a fine estate. Nei bambini questo significa meno periodi di tregua e maggiore impatto su qualità di vita, sonno e rendimento scolastico. In Italia si stimano tra 1,2 e 2,7 milioni di piccoli allergici. All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si osserva un aumento costante dei casi dal 2022, in parallelo con stagioni più lunghe e meno definite. Le graminacee, ad esempio, possono anticipare la fioritura e ripresentarsi a fine estate, rendendo continua l’esposizione. Diagnosi più complesse La sovrapposizione delle pollinazioni rende difficile individuare l’allergene responsabile. Sempre più bambini risultano sensibili a più pollini. Per questo la medicina punta su diagnostica molecolare avanzata, capace di identificare le singole componenti allergeniche e guidare terapie personalizzate, inclusa l’immunoterapia. Nuovi rischi ambientali L’aumento delle temperature favorisce la diffusione di piante allergeniche come l’ambrosia e la presenza di muffe. Eventi estremi, come i temporali, possono frammentare i pollini e scatenare picchi di asma. Dati e trend Quasi il 40% degli adolescenti è sensibilizzato ad almeno un allergene aerodisperso. Al Bambino Gesù circa 10.000 giovani pazienti sono seguiti ogni anno per pollinosi, con un incremento significativo negli ultimi anni. Approfondimenti e altre notizie sono nel portale salutedomàni.com e Saluteh24.com, nelle pagine social collegate e nel canale gratuito di telegram: salutedomàni