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Hai mai fatto caso a quanto siamo pazienti quando i nostri figli si sentono poco bene?
Li coccoliamo, stiamo lì con loro e accettiamo i loro lamenti con calma e dolcezza.
Ma se quel malessere diventa emotivo... ecco che spesso cambia tutto.
Se urlano perché volevano la nonna all’asilo o perché la pasta non è del tipo “giusto”, entriamo istantaneamente in "modalità attacco" e la pazienza se ne va.
Perché il “dolore” emotivo ci spaventa più di quello fisico?
Cosa succede nella testa dei bambini quando le cose "non tornano"?
Se ci sforziamo di vedere un bambino in difficoltà e non un bambino che ci sta attaccando, riusciamo a cambiare approccio.
💬 E tu? Riesci a restare "in bolla" quando si tratta di dolore fisico e meno quando è emotivo, o ti succede il contrario?
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