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La Chiesa ha sempre affrontato bufere e tempeste

Storia - BastaBugie.it · 25 mag 2016 · 11:33

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VIDEO: Il Vaticano II, un Concilio pastorale ➜ https://www.youtube.com/watch?v=OgyhzlZLz0A

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/4228

LA CHIESA HA SEMPRE AFFRONTATO BUFERE E TEMPESTE di Roberto de Mattei
 
Gesù nel Vangelo si serve di molte metafore per indicare la Chiesa da Lui fondata. Una delle più calzanti è l'immagine della barca minacciata dalla tempesta (Mt. 8, 23-27; Mc. 4, 35-41; Lc. 8, 22-25). Questa immagine è stata spesso utilizzata dai Padri della Chiesa e dai santi che parlano della Chiesa come di una navicella sbattuta dalle onde, che vive si può dire tra le tempeste, senza mai lasciarsi sommergere dai flutti.
Celebre, nel Vangelo, è la scena della tempesta nel lago di Tiberiade, sedata da Nostro Signore: "Tunc surgens imperavit ventis et mari" (Mt. 8, 26). Giotto, durante il periodo del Papato ad Avignone, raffigurò la scena della barca di Pietro nella tempesta in un celebre mosaico che si trovava nel frontone dell'antica basilica di San Pietro, e che ora è nell'atrio della nuova Basilica. Nella quaresima del 1380, santa Caterina da Siena fece voto, di recarsi ogni mattina in San Pietro per pregare davanti a questa immagine. Un giorno, il 29 gennaio 1380, verso l'ora di vespro, mentre Caterina era assorta in preghiera, Gesù, si staccò dal mosaico e pose sulle sue spalle la navicella della Chiesa. La santa, oppressa sotto tanto peso, cadde a terra priva di sensi. Fu questa l'ultima visita a San Pietro di Caterina, che aveva sempre esortato il Papa a guidare con vigore la navicella della Chiesa.
IL PRIMO MILLENNIO
Nel corso di duemila anni di storia, la mistica nave della Chiesa ha sempre affrontato bufere e tempeste.
Nei suoi primi tre secoli di vita, la Chiesa fu duramente perseguitata dall'Impero romano. In quest'epoca, tra san Pietro a Papa Melchiade, contemporaneo dell'imperatore Costantino, si contano trentatre Papi. Sono tutti santi e salvo due che soffrirono l'esilio, gli altri trenta morirono martiri.
Nell'anno 313 Costantino il Grande concesse libertà alla Chiesa e i cristiani, usciti dalle catacombe, iniziarono a gettare le basi di una nuova società cristiana, ma il IV secolo, il secolo della libertà e del trionfo della Chiesa, fu anche il secolo della terribile crisi ariana.
Nel V secolo, l'Impero romano crollò e la Chiesa, da sola, dovette affrontare le invasioni prima dei barbari e poi dell'Islam, che a partire dall'VIII secolo, sommerse terre cristiane come l'Africa e l'Asia Minore, da allora mai restituite alla vera fede.
Nei secoli che vanno da Costantino a Carlo Magno contiamo sessantadue Papi, tra i quali san Leone Magno, che affrontò da solo Attila, il "flagello di Dio", san Gregorio Magno, che lottò strenuamente contro i longobardi, san Martino I, spedito in esilio in catene nel Chersoneo, san Gregorio II e san Gregorio III, che vissero in continuo pericolo di morte, perseguitati dagli imperatori bizantini. Ma accanto a questi grandi difensori della Chiesa, troviamo anche Papi come Liberio, Vigilio ed Onorio che vacillarono nella fede. Onorio, in particolare, fu condannato come eretico da un suo successore, san Leone II.
Carlo Magno restaurò l'Impero cristiano e fondò la Civiltà cristiana del Medioevo. Però questa epoca di fede non fu priva di piaghe, come la simonia, la dissolutezza morale del clero e la ribellione degli Imperatori e dei sovrani cristiani all'autorità della Cattedra di Pietro. Dopo la morte di Carlo Magno, tra l'882 e il 1046, vi furono 45 Papi e antipapi, di cui 15 deposti e 14 assassinati, imprigionati e esiliati. I Papi del Medioevo conobbero lotte e persecuzioni, da san Pasquale I a san Leone IX, fino a san Gregorio VII, l'ultimo Papa canonizzato del Medioevo, che morì, perseguitato, in esilio.
IL SECONDO MILLENNIO
Il Medioevo ebbe il suo apice sotto il pontificato di Innocenzo III, ma santa Lutgarda ebbe una visione in cui il Papa le apparve tutto avvolto nelle fiamme, dicendole che sarebbe rimasto in purgatorio fino al Giudizio universale, per tre gravi colpe da lui commesse. San Roberto Bellarmino commenta: "Se un Papa così degno e stimato da tutti subisce questa sorte, cosa accadrà agli altri ecclesiastici, religiosi, o laici, che si macchiano di infedeltà?".
Nel XIV secolo, al trasferimento per settant'anni del Papato ad Avignone seguì una crisi altrettanto terribile di quella ariana, il Grande scisma di Occidente, che vide la Cristianità divisa tra due, e poi tre Papi, senza che si riuscisse a risolvere, fino al 1417, il problema della legittimità canonica.
Seguì un'età che sembrò tranquilla, quella dell'umanesimo, che in realtà preparò una nuova catastrofe: la Rivoluzione protestante del XVI secolo. La Chiesa reagì ancora una volta vigorosamente, ma nei secoli XVII e XVIII si insinuò nel suo seno la prima eresia che scelse di non separarsi dalla Chiesa, ma di rimanere al suo interno: il giansenismo.
La Rivoluzione francese e Napoleone cercarono di distruggere il Papato senza riuscirvi. Due Papi, Pio VI e Pio VII furono esiliati da Roma e imprigionati. Quando, nel 1799, morì a Valence Pio VI, il municipio di quella città lo comunicò al Direttorio, scrivendo che si era sepolto l'ultimo papa della storia.
Da Bonifacio VIII, l'ultimo Papa del Medioevo, a Pio XII, l'ultimo dell'era pre-conciliare, contiamo 68 Papi, di cui solo due canonizzati finora dalla Chiesa, san Pio V e san Pio X, e due beatificati, Innocenzo XI e Pio IX. Tutti si trovarono al centro di furiose tempeste. San Pio V combatté il protestantesimo e animò la Lega Santa contro l'Islam, ottenendo la vittoria di Lepanto; il Beato Innocenzo XI combatté il gallicanesimo e fu l'artefice della liberazione di Vienna dai Turchi nel 1683. Il grande Pio IX resisté impavidamente all

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