Se la fisica ha descritto il mondo per tre secoli, chi ci dice che non stesse descrivendo solo se stessa?
David Bohm nel quinto capitolo di Universo, Mente, Materia pone una domanda che sembra banale e non lo è per niente: che cos'è l'ordine? Non lo definisce con una formula. Lo descrive come qualcosa di intuitivo, quasi estetico. E poi aggiunge qualcosa che destabilizza tutto: anche il caos ha un ordine. Solo che non sappiamo ancora leggerlo.
Da qui in avanti la fisica classica, Einstein, la meccanica quantistica e Federico Faggin entrano in una conversazione che non ha una conclusione rassicurante. Solo una domanda sempre più grande.
Questo capitolo mi ha colpito perché tocca qualcosa che va ben oltre la fisica: ogni volta che crediamo di aver capito come funziona il mondo, stiamo in realtà descrivendo il nostro modo di guardarlo. Cambiare sguardo è la cosa più difficile. E forse la più urgente.
00:00:00 Introduzione
00:00:44 La mappa scambiata per la realtà
00:01:51 Che cos'è l'ordine secondo Bohm
00:02:21 Il caos come ordine illeggibile
00:02:53 Ordine e prevedibilità non sono sinonimi
00:04:05 Le conversioni visive nella storia della fisica
00:05:49 Einstein e la fine degli oggetti separati
00:07:17 Quattro caratteristiche del mondo quantistico
00:10:16 Bohm e Faggin: stesso nodo, direzioni opposte
00:11:54 Oltre Kant: l'ordine come struttura emergente
00:13:40 Sistemi complessi, reti neurali, coscienza
00:15:49 La domanda che non riesci a toglierti dalla testa
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